Il fascino del mare nelle onde emotive dell’album della band romana in un viaggio tra esotiche suggestioni, velate di malinconica ironia

È disponibile nei principali digital stores, con il suo ritmo vario e variegato, Desiderio di Atlantico, il disco dei CubeLoose pubblicato da Isola Tobia Label. Nove tracce – tra le quali il singolo di lancio Frufrù (qui il videoclip: https://www.youtube.com/watch?v=487g4iwIOA0) – che trasportano la mente verso atmosfere oniriche e ricordi mai sopiti. Un messaggio emozionale intenso, suggerito in molti frangenti dal fascino evocativo del mare e delle sue onde, scena e compendio delle note sinuose della tracklist. Stimolare l’emotività e l’immaginario di chi ascolta – non senza  una certa dose di ironia – è l’obiettivo imperante della band romana. Non a caso, dietro l’apparente leggerezza dei brani, si cela una velata malinconia per il passato. L’ascolto si trasforma in un percorso sensoriale durante il quale ci si perde a sognare di essere ‘in riva a una spiaggia’ rapiti da un sensuale turbamento.

Desiderio di Atlantico è un viaggio nella memoria e nelle mutazioni, tra vizi e passioni, crudi sberleffi e aromi persistenti – raccontano i CubeLoose – metafora e favola. La ‘nostalgia del futuro’ nella scoperta dell’utopia come necessità, i miti ‘Sole’ e ‘Mare’ come metafora e funzione del desiderio. Un’opera descrittiva in chiave onirica abbinata a una ricerca di suoni e situazioni musicali di presunta forza evocativa: suoni, immagini, odori… una desiderata provocazione sensoriale ed emozionale”.

 

GUIDA ALL’ASCOLTO

  1. M’È SPARITA LA FACCIA

Si parte da una situazione di apparente normalità: il proprio viso la mattina davanti allo specchio. A volte tutto sembra fuori posto, ma la sublimazione dell’amore e la visione onirica, distorta, del mondo può essere ricomposta nella realtà. Basterà riaprire gli occhi «sotto il sole di agosto» per comprendere che l’esistenza offre sempre una via d’uscita.

 

  1. IO, MERLINO E LO TZIGANO

Il ‘cammino’ verso l’isola di ‘conoscenza’ con gli archetipi dell’apprendimento: la guida, l’euforia del redento, la volontà come potere attraverso il buio della coscienza, in un continuo entrare ed uscire dal proprio ‘allineamento’. Il testo è integrato da una struttura musicale che volutamente mescola stili e situazioni.

 

  1. MAMÀ TUMBÀ

La riva, come approdo e imbarco, l’invocazione di un’entità divina a protezione e indicazione per una ‘partenza’. L’ottimismo dei «senza scarpe» col respiro di un dio. Suoni acustici, oltre il politicamente corretto, si incontrano con un latin non didascalico: non una scelta, ma un naturale sposalizio.

 

  1. NON HO FATTO NIENTE

La negazione, l’accidia, l’occultamento, il turarsi naso, orecchie e anima. L’addebito delle responsabilità al ‘nemico’ fuori da sé, un continuo gozzovigliare in cui fa capolino un disagio e, timidamente, l’intuizione che forse ‘è meglio imparare a nuotare senza salvagente’. Musica e testo nascono divisi per poi confluire in un unico abito musicale: si parte da una base semplicemente pulsante, che si evolve nel tempo arricchendosi di complementi sonori.

 

  1. FORME E CRISTALLI

La consapevolezza che distrugge le forme cristallizzate. La battaglia contro le credenze limitanti, il pregiudizio, l’ignavia. L’Amore è la freccia che scagliata con determinazione frantumerà i ‘limiti’. La proposta di una frase musicale ‘ipnotica’ ha ispirato il testo. L’arrangiamento ha poi seguito l’emotività delle parole.

 

  1. PLACIDO MANDINGO

L’illusione, l’apparenza e l’inerzia. Un mondo di «plastica e toast» che attrae e sottrae energie. Frottole retoriche per il provincialismo dell’anima. L’assopimento di ogni impulso a crescere. La musica a tratti ripetitiva e dalle dinamiche statiche sottolinea l’inerzia emotiva.

 

  1. LA NEBBIA DEI MIEI SOGNI

L’amore è rinascita, un sogno vitale che si rinnova a ogni alba. Sorrido al ‘bambino’ perduto e ritrovato, fuori dalle nebbie, verso un nuovo incontro col pazzo mondo. Musica latin con sfumature jazz, in una veste minimale ma complessa.

 

  1. FRUFRÙ

L’apparente frivolezza d’altri tempi, uno struggimento ‘corale’ per un passato che non ti lascia. Una fuga all’indietro: parte di un riepilogo, il recupero sensoriale. Un ‘sapore di sale’ surreale tra gagà inizio ‘900 e rotocalchi per sartine anni ‘60. L’abito musicale, vivacemente ammiccante, sottolinea un indugiare tra passato e futuro, con il presente che viene richiamato da ‘guizzi fuori contesto’.

 

Il tutto prima di…

 

  1. DESIDERIO DI ATLANTICO

Siamo arrivati al sunto del viaggio. C’è attesa per l’agognata ripartenza, ma c’è qualcosa che rimane nella memoria più profonda: una stanca e meravigliosa vecchia signora (l’Europa) e “uomini lenti” (il Mediterraneo). È forte il mito dell’occidente e il desiderio di seguire il sole: si va, verso una vita senza fine.

 

Credits album

Vittorio Fontana: voce, percussioni, cori, chitarra elettrica (4), chitarra acustica (3), ukulele (3), basso elettrico (5-6), programmazione

Vincenzo Riccio: chitarra elettrica, chitarra acustica, chitarra classica.

Davide Mengarelli: piano, synt, fisarmonica

Francesco Saverio Capo: basso elettrico (2-4-8), contrabbasso, chitarra elettrica (2-4), programmazione.

Lucrezio De Seta: batteria (2)
Vittorio Riva: batteria (1-6)
Fabio Cervera: batteria (5-8)
Alessandro Bastianelli: batteria (4-7-9)
Vanda Rapisardi: cori (2-3)

Registrato presso CubeLoose Project Studio

Missato e masterizzato da Massimiliano Nevi- Bitbazar Studio Roma

Missaggio brani 1-5-6 di Paolo Lovekey Convertito

Andrea Serraino collaboratore in fase di ripresa e pre-mix

Produzione artistica Vittorio Fontana, Francesco Saverio Capo

Progetto grafico: CubeLoose Project

Foto Tamara Casula

Carlo Giovanni Mercadante Editore

Pubblicato da Isola Tobia Label 2020

Link di vendita

https://www.feiyr.com/x/desideriodiatlantico

BIO CUBELOOSE

Formatosi nel 2010, su intuizione e progetto di Vittorio Fontana, CubeLoose è un gruppo musicale romano con profonde radici partenopee. Non a caso, il nome della formazione si riferisce alla delirante trasmutazione, in un inglese che cerca di essere credibile, del tormentone dialettale napoletano “cchiù blues”, di cui Vittorio allegramente abusa. La diversità delle esperienze e la disponibilità alla contaminazione, sono gli elementi che maggiormente concorrono alla creatività del gruppo, apportando varietà e freschezza alla produzione musicale che ne deriva. Si sperimentano influenze che vanno dalla canzone d’autore al jazz, con una leggera spruzzata di musica latinoamericana.

CubeLoose vuole essere un “luogo” aperto, una proposta musicale di “non genere” in omaggio al bolero, all’oceano, alle essenze profumate del Mediterraneo.

La formazione attuale vede Vincenzo Riccio alle chitarre, Davide Mengarelli alle tastiere, Francesco Saverio Capo al basso elettrico e contrabbasso e  Vittorio Fontana alla voce e percussioni.

Riferimenti gruppo:

Sito web: www.cubeloose.com

Facebook: www.facebook.com/CubeLoose/

Instagram: www.instagram.com/cubelooseband

YouTube: www.youtube.com/channel/UCnm8jL8LJl5ysAjPIcdhW5Q

Altre iniziative Isola Tobia Label

Sono ancora aperte le candidature per le strutture che vogliano ospitare Agricooltour Festival! Le richieste possono essere inviate compilando il form isolatobialabel.com/agricooltour/agricooltour-form-1  entro il 30 giugno 2020. La buona musica d’autore vi aspetta, visitate la pagina isolatobialabel.com/chiosco! Tra le nostre ultime uscite, oltre a Desiderio di Atlantico dei CubeLoose, troverete anche Una forma d’amore che mi devo di Mizio Vilardi e Partenze di Liana Marino. 

Contatti ad uso stampa

Ufficio Stampa Isola Tobia Label ufficiostampa@isolatobialabel.com
Responsabile: Maria Ilenia Crifò Ceraolocell. 320 9032766