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27/04/2018, 11:40



DISINCANTO,-IL-NUOVO-VIDEO-DI-hUMANOALIENO.-Firmato-dal-regista-Antonio-Zannone


 Anche gli amori più grandi finiscono e ogni tentativo di farli rivivere è spesso inutile e a tratti patetico. DISINCANTO è il nuovo singolo di hUMANOALIENO che fa parte dell’album ”hUMANOALIENO 2”, canzoni d’amore e di lotta, uscito il 20 aprile.



Se si chiede a Macs Villucci di spiegare l’origine di questo nome lui risponde così: "Umano per necessità e alieno per scelta. Cerco, esploro, scandaglio ogni emozione alla scoperta dell’altro, dell’oltre e del diverso. Alieno per vocazione, la mia musica accompagna la continua ricerca all’interno di mondi diversi, fatti di follia e magia, speranze e illusioni, nella vita e nella morte, nell’amicizia e nell’amore, nella solitudine e nella socialità per cantare disagio, gioie, avventure e rischi. Come hUMANOALIENO nasco così, dal volere nudo e puro un contatto con l’alterità che sia condizione accettata, imposta, voluta".

Il brano DISINCANTO esce accompagnato dal video del regista Antonio Zannone che vede nel ruolo di protagonista l’attrice Rossella Di Lucca, insieme a Elvira Pinto, Alberto D’Ari, Maurizio Conte e Alfredo Iannelli. La scenografia è a cura di Gabriella Fabozzi. Il montaggio è stato realizzato da Valeria Biclungo.

Disincanto è stato registrato presso lo Studio12 di Fabio e Giovanni Di Fusco, Falciano del Massico (CE). 
Mixato e masterizzato da Cristiano Santini presso il Morphing Studio di Bologna.
Suonato da:
Macs Villucci - voce & chitarra,
Maurizio Conte - batteria
Alfredo Iannelli - piano & mellotron
Emilio Silva Bedmar - sax

hUMANOALIENO (Macs Villucci) nasce in provincia di Caserta come band, da un’idea del frontman Macs Villucci, nell’ormai lontano 2005 ma si scioglie nel 2015. Dopo 2 anni di pausa, Villucci decide di riprendere in mano il suo progetto, questa volta da solista, e decide di conservare il nome. Riprende le idee accantonate da tempo e dà vita al nuovo album dal titolo hUMANOALIENO2, uscito il 20 aprile scorso per Isola Tobia label. La band, negli anni di attività, ha vinto numerosi premi. Stimata dal pubblico e dalla critica al DUEL BEAT di NAPOLI ha aperto il concerto dei DIAFRAMMA e al NEAPOLIS FESTIVAL, sul RED BULL Bus, quello di PATTI SMITH.
21/04/2018, 17:16

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ESCE-“hUMANOALIENO-2”-


 Album di canzoni d’amore e di lotte; chitarre graffianti e retaggi new wave.



 C’è una filosofia ben precisa alla base del secondo album di hUMANOALIENO (al secolo Macs Villuci), intitolato semplicemente "hUMANOALIENO 2" (Isola Tobia Label), e che si può riassumere così: "La diversità declinata da occhi non conformati, che può diventare alienazione se il panico prende il sopravvento". È un punto di vista che anima tutte le undici canzoni del disco, che esce oggi per Isola Tobia Label. Canzoni che hanno in comune "l’immagine di questa condizione paradossale, di una civiltà che si pretende completamente nota, che è invece stereotipata dai ritmi dettati dall’economia, in cui la diversità stenta ad emergere e viene sbattuta in prima pagina solo per essere esorcizzata". Musicalmente l’album è caratterizzato da chitarre graffianti quanto basta per potersi dire rock, tastiere presenti in omaggio ai retaggi new wave e una sezione ritmica incalzante. Sono, quelle di Villuci, canzoni d’amore e di lotta, immediate nella loro semplicità, dove l’ambivalenza tra uomo e alieno si fa strada nei testi. 

A volte ha la meglio l’umano, come in Gramsci, L’Elastico o Se io lavoro (cover del pezzo de Le Orme, band di riferimento per l’autore); canzoni politiche, condite da un’amara ironia, con le quali hUMANOALIENO mette sul banco degli imputati le scelte dei governi succedutisi in questi anni in Italia. Il tema ricorrente sembra essere l’indifferenza che caratterizza il fare umano. Gramsci col suo "Odio gli indifferenti" sembra essere uno dei pochi baluardi del pensiero libero, antidoto alla mancanza di umanismo che caratterizza la nostra epoca. L’incapacità di scegliere è il tema de L’elastico ("Siamo fatti un po’ così, ma tu sei fatto un po’ di più. Dici: ’Son tutti uguali, tutti rubano!’. Ma tu non scegli mai!"), nel quale si ipotizza la creazione di un movimento spiccatamente populista, che parla alla pancia degli elettori (Noncuranza Attiva), con un proprio inno: Inno italieno, che provocatoriamente apre il disco. Addirittura, il menefreghismo si fa strada in Non siamo soli, classico spaccato dei giorni nostri, in cui il protagonista è allergico a tutto quello che potrebbe minare la sua condizione di privilegiato ("Odio gli uragani, mi spettinano..."), nell’illusione che questa possa durare per sempre. Ma anche il tema dell’amore è fortemente presente in questo lavoro. In Disincanto l’amore ferito tenta di rialzarsi, ma invano ("Credimi, oggi guarda a un altro dio, un cliché che non sia il mio"). In Latex, i protagonisti si illudono di ingannare la morte; il sesso diventa una sorta di dipendenza, classico divertissement per non pensare ("Come recita quel film in cui non c’è più nessuno al mondo. Come faremo a stare soli io e te e a sconfiggere la morte, baby" ). E’ il tempo che passa che ci rende umani, che ci cambia in maniera inesorabile: questo è il tema di Sembianze, insieme all’amore, questa volta, per se stessi, messo a dura prova dalle delusioni della vita ("Intensa quando vuoi, di rimirarti sazia, il tempo poi ti cambierà"). Ancora l’amore è presente in Ombrenere, ora declinato dal versante femminile, dedicato a tutte le donne che attendono i loro uomini, nella speranza che la guerra non li sfiguri a tal punto da renderli irriconoscibili ("Le mie ali e le tue non ci reggono più. Mi spegnerò, ti spegnerai? Non è difficile").

Altre volte a spuntarla è l’alieno, come in Ballad of Spring (unica canzone in inglese del disco), grido di dolore di H148, il protagonista assoluto del primo album di Humanoalieno, ormai umanizzatosi definitivamente. Ballad of Spring narra dell’emergenza inquinamento che rischia di ferire a morte il nostro bellissimo pianeta ("When the sun of awaited season, just warm, will rehearse, your spring will taste of life, so clean") e L’astronave, dove la fuga è un misto tra desiderio e vie senza uscita, dove la differenza tra umano e alieno svanisce in virtù del primato dell’esistenza e della verità di ogni singola vita, che è principalmente ricerca di senso ("Il senso delle cose è più vicino e, quando si fa sera, il superfluo mi appare lontano"). Per un mosaico così vario di situazioni, il suono non poteva che essere il trait d’union, il punto d’incontro tra le diverse sensibilità dei numerosi musicisti che hanno partecipato alla realizzazione di questo disco. Molti di loro (Paolo Scotti alla batteria, Franz Miele al basso, Alberto D’Ari alle tastiere, Enrico Sciaudone alle chitarre) hanno collaborato con Macs Villucci in questi anni, altri (Emilio Silva Bedmar e Gianluca Varone al sax, Maurizio Conte alla batteria, Claudio Borrelli alle chitarre, Lino Muoio al mandolino, Alfredo Iannelli al piano e alla batteria, Antonio Perillo e Angelo Apicerni alle percussioni) sono delle vere e proprie new-entry nella vita artistica dell’autore. Al compito fondamentale di dare uniformità al disco, ancora una volta, ha pensato la competenza del produttore artistico Cristiano Santini (Disciplinatha, Consorzio Produttori Indipendenti, Dischi del Mulo), che ha reso più omogenee le sonorità delle undici tracce per offrire un marchio di fabbrica, un suono hUMANOALIENO, pregnante, incisivo ed essenziale. 

hUMANOALIENO nasce in provincia di Caserta come band, da un’idea del frontman Macs Villucci, nell’ormai lontano 2005 ma si scioglie nel 2015. Dopo 2 anni di pausa, Villucci decide di riprendere in mano il suo progetto, questa volta da solista, e decide di conservare il nome. Riprende le idee accantonate da tempo e dà vita al nuovo album dal titolo hUMANOALIENO 2, in uscita oggi 20 aprile. La band, negli anni di attività, ha vinto numerosi premi. Stimata dal pubblico e dalla critica al DUEL BEAT di NAPOLI ha aperto il concerto dei DIAFRAMMA e al NEAPOLIS FESTIVAL, sul RED BULL Bus, quello di PATTI SMITH. 

CREDITI ALBUM  
Produced by Humanoalieno  
Mixed & Mastered by Cristiano Santini  
At Morphing Studio - Bologna (Italy)  
Recorded by Fabio & Giovanni di Fusco  
Ad Studio12 - Falciano del Massico (CE) (Italy)  
Artwork by Enrico Sciaudone  

Inno Italieno (G.Mameli - A.Aleksandrov)  
Da un’idea di Franz Miele  
Piano: Michele Finelli  
Cori: Alberto D’Ari, Franz Miele, Enrico Sciaudone, Macs Villucci 

Gramsci (M.M. Villucci)  
Batteria: Paolo Scotti  
Basso: Franz Miele  
Chitarra Elettrica: Enrico Sciaudone  
Tastiere: Alberto D’ari 
Percussioni: Angelo Apicerni 

L’elastico  
Batteria: Paolo Scotti  
Basso: Franz Miele 
Chitarra Elettrica: Enrico Sciaudone  
Chitarra Acustica: Cristiano Santini  
Tastiere: Alberto D’Ari e Franz Miele  

Non siamo soli (M.M. Villucci)  
Tastiere: Alberto D’Ari  
Sonorizzazioni e campionamenti: Macs Villucci  

Ballad of Spring (M.M. Villucci)  
Batteria: Paolo Scotti  
Basso: Franz Miele  
Chitarra Acustica e Mandolino: Lino Muoio  
Tastiere: Alberto D’Ari  

Sembianze  
Batteria: Paolo Scotti  
Basso: Franz Miele  
Chitarra elettrica e acustica: Claudio Borrelli  
Tastiere: Alberto D’Ari  
Percussioni: Antonio Perrillo  

Disincanto (M.M.Villucci)  
Batteria: Maurizio Conte  
Chitarra elettrica: Macs Villucci 
Piano e mellotron: Alfredo Iannelli  
Sax: Emilio Silva Bedmar  

Latex  
Batteria: Alfredo Iannelli  
Basso, chitarra elettrica e tastiere 

Ombrenere (M.M. Villucci)  
Batteria: Paolo Scotti  
Tastiere: Alberto D’Ari e Macs Villucci  

Se io lavoro (M.M. Villucci)  
Batteria: Paolo Scotti  
Basso: Franz Miele  
Chitarra elettrica: Enrico Sciaudone  
Tastiere: Alberto d’Ari  

L’astronave (M.M. Villucci)  
Batteria: Paolo Scotti  
Basso: Franz Miele  
Chitarra elettrica e acustica: Macs Villucci  
Tastiere: Alberto D’Ari Sax: Gianluca Varone 
09/04/2018, 10:59



GERARDO-POZZI:-ESCE-“SONO-UNA-BRAVA-PERSONA”


 Poesia, ironia e nonsense: quindici brani per un “mondo zoppo di spaventati negli affetti”. C’è anche lo “Stabat mater” di Natalino Balasso



Racconta un mondo di "spaventati negli affetti" e lo fa senza pudori, Gerardo Pozzi."Sono una brava persona" è il terzo lavoro discografico del cantautore veneto: quindici canzoni, fotografie di un universo zoppo, quello dei vinti e degli indesiderati. Scava nel profondo Gerardo, e lo fa usando tutti gli strumenti a sua disposizione, dalla malinconia al nonsense, dalla poesia all’ironia, mostrando un’anima completamente nuda. "E’ l’unico modo, per me - dice - per cercare e trovare anime simili, e sentirci tutti un po’ meno soli. Anche l’autoironia, per questo, è un ottimo veicolo". E lo si capisce a partire dal titolo: "democraticamente imposto - racconta - durante una seduta di psicoterapia, quando, dovendo per esercizio pronunciare proprio questa frase, ebbi un blocco emotivo e la psicologa sentenziò: il prossimo album lo intitolerà così. E così è andata". Tra queste quindici canzoni, nascosto, c’è uno "Stabat mater", una commovente e lacerante poesia di Natalino Balasso (attore, umorista e scrittore), una preghiera laica densa di umanità e compassione, recitata da lui stesso. "Un piccolo grande gioiello - dice Pozzi - di cui sono molto grato all’autore. Il mio contributo è stato semplicemente quello di comporre una minimale cornice musicale, e per farlo ho voluto rispolverare il mio sassofono tenore, riemerso, dopo anni immemori, dallo scantinato. Una bella occasione, un altro motivo per ringraziare Balasso".

"Sono una brava persona" esce per Isola Tobia Label, giovane etichetta che ha anche pubblicato gli album di Gerardo Tango, Francesca Incudine, Carlo Mercadante e Daniele Sarno. A breve sono previste le uscite dei lavori discografici di Humanoalieno e Miriam Foresti.

"SONO UNA BRAVA PERSONA" TRACCIA DOPO TRACCIA-(La guida all’ascolto di Gerardo Pozzi)

QUANDO E’ NOTTE - Un’umana dicotomia tra giorno e notte, tra felicità e malinconia, tra apparente forza e reale stanchezza di un vivere vissuto appieno.

2. SE LE NEVI - Giovanile (la canzone ha moltissimi anni) e timidissimo omaggio ad una regina dell’hard: Selen (da qui "SE LE Nevi)

3. LA VITA MI FA UN PO’ MALE - Malincomica associazione di idee, tra speranze e disillusioni e un immeritato amore che salva, salva sempre.

4. AUGH! - Piccola riflessione (apparentemente nonsense) sull’assenza, vista dalla parte di chi vorrebbe sparire

5. QUANDO CANTO - Cosa succede realmente a me, quando faccio musica. "Quando canto faccio uscir la mia follia, ché tanto son perdonato".
6. FACCIO IL BRAVO - Invocazione di aiuto e ritorno di quella piccola dose di felicità, senza la quale questa vita sarebbe una pillola troppo amara.

7. UN’IDEA DI GALERA - Riflessione su quanto sia faticoso (ma necessario) vivere riflettendo, e su quanto sia forse semplice (ma volatile) il non farlo. E’ il singolo che ha anticipato l’album. IL VIDEO: https://www.youtube.com/watch?v=nHTju7LwY7c

8. CAINO VS CAINO - Siamo sempre l’Abele di qualche Caino, ma anche il Caino (troppe volte inconsapevole) di altri Abele. Alla fine, siamo sostanzialmente Caino contro Caino. Soprattutto verso noi stessi.

9. AT DEUS - Canzone autobiografica, pur se ermetica, su un passato infantile non molto facile.

10. PIRLATA DEI CARAIBI - Un po’ come la canzone "Augh!", un brano sulla presenza/assenza nella vita e nei rapporti umani e di coppia.

11. TA’ SET U’ BAMBO - Nel dialetto bergamasco, letteralmente "sei un bamboccio, un ingenuo, uno stupido", ma con un’accezione anche molto affettuosa. Stare fermi ad aspettare, a contare oggetti, sperando nel sole, che poi o prima certamente risorgerà.

12. NOI 4 ARTISTUCOLI -Chi siamo e come siamo veramente noi, artisti sconosciuti e non. Evitare accuratamente di ammirarci!

13. STABAT MATER - Una lacerante e commovente poesia scritta e interpretata da Natalino Balasso. Una sorta di preghiera laica densa di umanità e compassione.

14. REFLEX - In questa canzone parlo con me, di me. Ci sono io, dentro, e forse anche voi, chissà.

15. ESPERANTO - Non a caso è la canzone che chiude l’album. Un piccolo saluto con la speranza che la miseria che ci circonda (e ci riempie) abbia presto il suo fine tragitto.

CREDITI ALBUM
Testi e Musiche: Gerardo Pozzi
Arrangiamenti: Gerardo Pozzi, Paolo Piovesan, Enrico De Luca, Angelo Lovat, Sergio Marchesini, Alberto Petterle, Filippo Tantino, Beatrice Zaia, Mauro de Ros.
"Stabat Mater" (testo, voce recitante, arrangiamenti vocali: Natalino Balasso
sottofondo musicale: Gerardo Pozzi)
Produzione: Gerardo Pozzi
Registrato, mixato e masterizzato da Paolo Piovesan
Direzione artistica: Paolo Piovesan, Gerardo Pozzi
Fotografie: Franco Bonato
Hanno partecipato:
Gerardo Pozzi: voce, pianoforte, batteria, percussioni, sax tenore (su "Stabat Mater")
Enrico de Luca: Chitarre
Angelo Lovat: Violino
Sergio Marchesini: Fisarmonica
Alberto Petterle: Violoncello
Filippo Tantino: Contrabbasso
Beatrice Zaia: Arpa
Mauro De Ros: chitarra (in: Ta sèt ù bàmbo)

CHI E’ GERARDO POZZI
Nasce a Bergamo il 23 giugno 1972, cresce in provincia di Milano, studia fisioterapia a Lecco, e si trasferisce a Vittorio Veneto (TV) nel 2002. Scrive canzoni da sempre, ma trova il coraggio di pubblicarle solo alla soglia dei quarant’anni. Ha all’attivo due album ("Sconosciuti e imperfetti" e "Tigrecontrotigre"), per i quali riceve sproni e critiche positive da Paolo Conte, Giorgio Conte e da artisti e critici musicali che stima molto (tra cui le riviste "Bielle" e "L’Isola che non c’era").
Nel settembre 2014 vince il Premio Fabrizio De André. Nell’estate del 2015 apre, a Treviso, il concerto di Roberto Vecchioni. In agosto del 2016 vince il Premio Botteghe d’Autore come miglior testo. Sempre nel 2016, è tra i trenta cantautori selezionati (su oltre ottomila) alle fasi finali del Tour Music Fest.
Lavora con Kiara Ensemble, un’orchestra d’archi trevigiana, in una serie di concerti sulla storia del cantautorato italiano e francese. Collabora con diversi artisti veneti (tra cui Erica Boschiero, Marco Iacampo, Massimiliano Cranchi, Ricky Bizzarro e molti altri amici).
Nei suoi concerti, unisce canzoni ad aneddoti autobiografici, in costante dialogo col pubblico, convinto che la risata sia una compagna inseparabile delle emozioni più profonde.
Vive su di sé il paradosso del genere umano, e lo racconta semplicemente cantando. Così, senza pudori.
Oltre ad un’inquietudine atavica, il motore della sua vita è composto da sua moglie Sabrina e sua figlia Francesca.


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